CAGLIARI SOTTERRANEA, SCOPRILA CON NOI

Valentina Panzera

COSA NASCONDONO LE VISCERE DI CAGLIARI?

Cagliari è una città che si è sviluppata non solo in altezza, ma anche in profondità.


La sua forma, il suo carattere e molti dei suoi misteri nascono dalla composizione stessa dei suoi colli: numerosi, calcarei, facilmente scavabili.


Fin dall’antichità questa caratteristica ha reso la città un enorme laboratorio sotterraneo.


La roccia veniva estratta per ricavare materiale da costruzione, mentre le cavità create dall’uomo e quelle naturali venivano trasformate in cisterne per la raccolta dell’acqua, una risorsa vitale in una città spesso esposta a lunghi periodi di siccità.


Con il passare dei secoli, questi spazi sotterranei non sono mai rimasti inutilizzati.


Al contrario, Cagliari li ha continuamente reinterpretati in base alle necessità dell’epoca.

Le grotte e i cunicoli sono diventati luoghi di culto nei periodi di persecuzione religiosa, carceri scavate nella roccia, tombe collettive quando le epidemie o le guerre rendevano impossibile una sepoltura tradizionale.


Durante la Seconda guerra mondiale, molte di queste cavità furono adattate a rifugi antiaerei, e in alcuni casi persino a veri e propri ospedali sotterranei, capaci di proteggere feriti e civili dai bombardamenti.

Sotto la superficie della città esiste quindi un mondo parallelo, spesso poco conosciuto, ma carico di fascino e mistero.


Un esempio emblematico è la zona del Burrone di San Guglielmo, conosciuto anche come “Santu Lemu”. Nelle sue viscere si conservano tracce indelebili della Cagliari più antica: caverne naturali, cisterne scavate con precisione millimetrica, fonti d’acqua ritenute miracolose, antichi luoghi di culto, bunker militari, resti di ospedali in grotta e una fitta rete di gallerie che raccontano secoli di adattamento e sopravvivenza.


È un luogo dove le stratificazioni storiche si sovrappongono, creando un mosaico complesso e affascinante.

Ma il Burrone di San Guglielmo è solo uno dei tanti tasselli.


I sotterranei di Cagliari comprendono cunicoli di collegamento tra quartieri, cave romane riutilizzate nel Medioevo, cripte paleocristiane, ipogei funerari, cisterne monumentali e passaggi segreti che alimentano ancora oggi leggende e interrogativi.


Ogni cavità custodisce segni lasciati dall’uomo: incisioni, adattamenti architettonici, trasformazioni funzionali che raccontano come la città abbia sempre dialogato con il suo sottosuolo.


Attraverso le visite guidate, vissute come vere esperienze immersive, accompagno chi partecipa a leggere queste tracce, a ricostruire il passato passo dopo passo.


Non si tratta solo di osservare un luogo, ma di interpretarlo, collegare indizi, capire perché uno spazio è nato e come è stato trasformato nel tempo.


Le mie visite guidate sono pensate per chi vuole andare oltre la superficie, per chi sente il bisogno di conoscere davvero la storia di Cagliari e di ricomporre, frammento dopo frammento, un quadro sempre più chiaro.


Ogni tour è un’esperienza a sé: un viaggio nella memoria della città, tra silenzi, ombre e segreti, dove il sottosuolo diventa una chiave di lettura fondamentale per comprendere l’anima più autentica di Cagliari.


Invia un messaggio al 392 9357962 e chiedi di essere inserito nella lista delle persone che sono interessate a ricevere in anteprima informazioni sulle nuove visite guidate!


Cagliari non finisce dove la vedi. Inizia dove smetti di guardare.

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NOTIZIE ED EVENTI A CAGLIARI

Autore: Valentina Panzera 14 marzo 2026
Visita guidata – Cagliari sotterranea - OSPEDALE SAN GIOVANNI DI DIO
Autore: Valentina Panzera 12 marzo 2026
Un incontro tra letteratura, natura e arte botanica : è questo il cuore della suggestiva mostra “Grazia Deledda la Giardiniera” , inaugurata oggi, 12 marzo 2026 , nello splendido scenario dell’Orto Botanico di Cagliari e alla quale ho avuto il piacere di partecipare. L’esposizione nasce da un progetto dell’associazione Amici del Giardino di Sardegna, presieduta da Rosi Sgaravatti , ed è dedicata a una dimensione poco conosciuta della grande scrittrice sarda: il suo profondo rapporto con le piante, i giardini e il paesaggio naturale dell’isola . Protagoniste della mostra sono le delicate e accurate illustrazioni botaniche realizzate dalla botanica e illustratrice Lilli Mura , che reinterpretano il mondo vegetale presente nella narrativa e nella vita della scrittrice premio Nobel. Ogni illustrazione raffigura una pianta citata e descritta in uno dei suoi celebri scritti. L’inaugurazione della mostra nell’Aula Eva Mameli Calvino La prima parte dell’inaugurazione si è svolta nell’ Aula Eva Mameli Calvino , uno spazio dell’Orto dedicato alla memoria della storica direttrice del giardino scientifico. Ad aprire l’incontro è stata l’attuale direttrice dell’Orto Botanico, la professoressa Annalena Cogoni , che ha introdotto il significato culturale dell’iniziativa e il valore del dialogo tra natura, letteratura e arte. Durante l’evento sono intervenuti anche: la professoressa Maria Moro , grande appassionata dell’opera della scrittrice; la presidente dell’associazione promotrice "Amici dei Giardini di Sardegna", Rosi Sgaravatti ; Gianluca Iiriti , coordinatore tecnico dell’Orto Botanico che ha illustrato il contesto botanico della mostra e lo strettissimo collegamento tra arte e natura; l’autrice delle opere, Lilli Mura , che ha raccontato il lavoro di ricerca e osservazione che ha portato alla realizzazione delle tavole illustrate. La mostra tra le rocce dell’antica cava romana Dopo l’incontro inaugurale, il pubblico ha potuto visitare l’esposizione allestita in uno degli angoli più suggestivi dell’Orto Botanico: l’area dell’antica cava romana , un luogo carico di storia dove la natura cresce tra le pareti di pietra calcarea. Qui le illustrazioni botaniche dialogano con il paesaggio circostante, creando un’atmosfera quasi narrativa, come se le pagine dei romanzi prendessero forma tra le piante e i sentieri del giardino. La mostra sarà visitabile fino al 30 aprile 2026 . Grazia Deledda e il suo amore per i giardini Quando si parla di Grazia Deledda , si pensa subito alla grande scrittrice che ha raccontato la Sardegna più autentica. Nata a Nuoro il 27 settembre 1871 , Grazia Maria Cosima Damiana Deledda, chiamata affettuosamente Grazietta, crebbe in una famiglia benestante. Il padre Giovanni Antonio, proprietario terriero e già sindaco della città, era appassionato di poesia e cultura, mentre la madre Francesca Cambosu era una donna severa e molto legata ai valori tradizionali. La giovane Grazia frequentò la scuola fino alla quarta elementare, proseguendo poi la formazione con lezioni private del professor Pietro Ganga e soprattutto da autodidatta. In una società ancora molto chiusa, dove alle donne era spesso destinata solo la vita domestica, la Deledda coltivò con determinazione due grandi passioni: la scrittura e la natura . Proprio nel periodo trascorso a Nuoro raccontò di avere un piccolo spazio di terra tutto suo, un minuscolo giardino personale che curava con grande dedizione. In pochi metri coltivava rose, gelsomini, giacinti, gigli, viole, garofani e ginestra. Era talmente attenta a quel piccolo angolo verde che in famiglia veniva scherzosamente chiamata “la giardiniera” . Questo amore per le piante e per il paesaggio naturale della Sardegna si riflette poi nei suoi romanzi, dove la natura diventa spesso un personaggio vero e proprio , capace di raccontare l’anima più profonda dell’isola. Non a caso, dopo aver ricevuto nel 1926 il Premio Nobel per la letteratura, seconda donna al mondo dopo Selma Lagerlöf e ancora oggi unica italiana ad aver ottenuto questo riconoscimento, alla scrittrice venne dedicata anche una rosa: la “Belle de Sardaigne” , simbolo del legame tra la sua opera e la terra che l’ha ispirata. Un dialogo tra letteratura e botanica La mostra “Grazia Deledda la Giardiniera” racconta proprio questo: il dialogo tra la sensibilità letteraria della scrittrice e il mondo vegetale che spesso attraversa le sue pagine. Le illustrazioni botaniche di Lilli Mura trasformano quel rapporto in immagini delicate e scientificamente accurate, creando un percorso che unisce arte, natura e memoria culturale . Visitare questa esposizione all’interno dell’Orto Botanico significa quindi non solo conoscere meglio la figura di Grazia Deledda, ma anche scoprire quanto la natura abbia influenzato la sua visione del mondo e della Sardegna . 📍 La mostra “Grazia Deledda la Giardiniera” è visitabile fino al 30 aprile 2026 presso l’Orto Botanico di Cagliari. Se ami scoprire storie, luoghi e personaggi che raccontano l’anima più autentica della città , continua a seguire Cagliari Vivere in Vacanza : ogni giorno ti portiamo dentro la storia, la cultura e le curiosità più affascinanti della Sardegna. Chiudo con una frase di Grazia Deledda che sento particolarmente vicina e che, in fondo, rappresenta perfettamente anche lo spirito del progetto Cagliari Vivere in Vacanza: "Cagliari è la città dell’amore: non c’è fanciulla che dal suo balcone non parli con il suo innamorato." Parole che raccontano una città fatta di emozioni, di incontri e di piccoli momenti sospesi tra le vie, i balconi e i tramonti sul mare. Una Cagliari romantica e autentica, capace ancora oggi di far innamorare chi la vive e chi la scopre.
Autore: Valentina Panzera 6 marzo 2026
Villa Pernis Vacca è uno dei giardini storici più affascinanti della Sardegna, immersa nel verde delle campagne di Milis (OR) e legata a una storia familiare, agricola e culturale che attraversa oltre un secolo. Dalle origini: Benvenuto Pernis e gli inizi del giardino La villa fu fondata nei primi anni del Novecento da Benvenuto Pernis, esponente di una famiglia di origine svizzera stabilitasi in Sardegna, nota per la propria attività imprenditoriale e agricola. L’interesse per Milis nasce dall’amicizia tra Josias Pernis e l’Ammiraglio Gioacchino Pilo Boyl, tutti e due appassionati di cavalli. La famiglia Boyl si insedia a Milis nell’agosto dell’anno 1800, a seguito del matrimonio fra il III marchese di Putifigari, Don Vittorio Pilo Boyl e Donna Maddalena Vacca Angioy Salazar di Milis. Alla scomparsa di Maddalena nel 1816, i beni terrieri passano, per gran parte dalla famiglia Vacca alla famiglia Boyl, che da quel momento si insedia stabilmente a Milis. Per quanto riguarda i Pernis, un nipote di Josias, Benvenuto, in ossequio ai desiderata del nonno, alla fine dell’Ottocento acquista dal Comune un area, prospiciente l’abitato, ubicata a sud-est, e realizza un compendio di oltre un ettaro e mezzo, costituito da scuderie e da una villa padronale, che rappresenta ancora oggi uno degli esempi più significativi in Sardegna dello stile “eclettico accademico”, molto diffuso nei primi anni del XX secolo. L’obiettivo, l’impianto di uno stabilimento – da cui il nome “Su Stabilimentu”, per l’allevamento dei cavalli inglesi, attraverso l’importazione di purosangue dall’Inghilterra e soprattutto per lo sviluppo e la riproduzione della razza anglo-araba-sarda. Secondi taluni autori, la razza nascerebbe a Tanca Regia di Abbasanta, o secondo altri a Badde Salighes, in territorio di Bolotana, secondo altri addirittura a Milis, dove certamente sviluppa le sue caratteristiche di cavallo da competizione ed anche di endurance. L’intera costruzione, insieme all’elegante cancellata lungo il viale d’accesso al paese (viale San Paolo), è inserita nel paesaggio agrumario della Vega di Milis. Benvenuto fu sindaco di Milis e si distinse come amministratore pubblico e uomo di visione, impegnandosi nello sviluppo dell’agricoltura locale e nella valorizzazione del territorio. L’obiettivo iniziale dell’Ing. Pernis era l’impianto di un moderno allevamento di cavalli destinato allo sviluppo della razza anglo-araba-sarda strettamente connesso con l’allevamento di Tanca Regia. In breve tempo l’allevamento divenne uno dei più importanti dell’isola, ottenendo riconoscimenti anche a livello nazionale. Sotto la sua guida la villa e l’azienda agricola collegata divennero un centro di sperimentazione produttiva: agrumeti, oliveti e allevamenti contribuirono a definire il paesaggio militese così come lo conosciamo. Dopo la morte di Benvenuto Pernis, avvenuta nel 1922, e il successivo passaggio di proprietà alla famiglia Vacca di Milis nel 1925, i maneggi furono trasformati in agrumeto. Dal 1926 il giardino venne arricchito con una notevole varietà di piante che rappresentano i genomi più significativi dell’agrumicoltura di Milis e dell’intera Sardegna. Tra queste spiccano numerosi esemplari di pompia (Citrus medica var. tuberosa), già documentata in un inventario delle varietà agrumarie di Milis redatto nella seconda metà del XVIII secolo da Don Giacomo Spano. La presenza di questa cultivar storica testimonia la continuità agricola del sito, inserito in un’area coltivata ad agrumeti fin dall’epoca medievale. La tradizione vuole che la coltivazione degli agrumi sia stata introdotta dai monaci camaldolesi nel XII secolo: una pratica che nei secoli ha conosciuto tale sviluppo da diventare il perno dell’economia di Milis fino ai giorni nostri. Primavera in Giardino: un evento di riferimento Ogni primavera Villa Pernis e i suoi spazi verdi tornano a essere protagonisti della celebre mostra mercato “Primavera in Giardino”, uno degli eventi di vivaistica più attesi in Sardegna. Questa manifestazione è nata oltre vent’anni fa per iniziativa di Italo Vacca di Milis e del paesaggista Leo Minniti, statunitense, che con passione e competenza hanno trasformato un piccolo raduno in una vetrina di piante rare, ornamentali, agrumi da collezione e botanica di qualità. Oggi la fiera riunisce decine di vivaisti specializzati da tutta Italia, con esposizioni, laboratori, incontri e spazi dedicati alla cultura del verde, offrendo ai visitatori l’opportunità di esplorare il mondo botanico e di approfondire i legami tra natura e storia. Primavera in Giardino 2026: un evento da non perdere L’edizione 2026 di Primavera in Giardino si svolgerà nel fine settimana del 14 e 15 marzo nel suggestivo giardino storico di Villa Pernis Vacca a Milis. Quest’anno la rassegna torna a casa, dopo alcune edizioni itineranti, con oltre 40 espositori provenienti da tutta Italia: vivaisti specializzati, artigiani del verde, designer del paesaggio e produttori di attrezzature per l’orto e il giardinaggio. La due giorni offrirà passeggiate tra piante rare e collezioni botaniche, incontri con esperti, laboratori, conferenze e momenti di approfondimento dedicati alla cultura del verde e alla sostenibilità ambientale, un’occasione unica per gli appassionati e per chi desidera accogliere la primavera tra colori, profumi e know-how agricolo. Cosa aspettarsi Mostra mercato botanica Vivai specializzati provenienti da tutta Italia presenteranno agrumi rari, rose, erbacee perenni, piante aromatiche, fruttiferi insoliti, collezioni di succulente e Hoya nel Villaggio delle Piante Grasse, bromeliacee, produzioni orticole e una mostra avicola. Saranno inoltre presenti progetti e approfondimenti di paesaggio a cura dell’Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio. Simposio – Domenica 15 marzo Una giornata di studio dedicata al paesaggio degli agrumi e ai giardini storici. Studiosi, agronomi, restauratori, nutrizionisti e chef dialogheranno sul valore culturale e produttivo dell’arancio e sulle prospettive contemporanee di turismo legate ai giardini storici. Lectio Magistralis di Paolo Galeotti Tra i maggiori esperti di giardini storici e agrumi ornamentali, Paolo Galeotti terrà un intervento dedicato al ruolo degli agrumi nel giardino storico, tra conservazione, estetica e innovazione colturale. Laboratori e workshop Sono previsti laboratori di innesto negli agrumeti storici, dimostrazioni di manutenzione condotte da giardinieri esperti, attività dedicate alla trasformazione degli agrumi, presentazioni di libri e momenti di confronto tematico. Il giardino diventa così spazio attivo di conoscenza e trasmissione dei saperi. Spazio bambini Attività didattiche e laboratori per i più piccoli a cura dell’associazione “La Tana del Bosco”. Visite accompagnate Tour guidati nei siti di interesse storico del territorio di Milis, per ampliare lo sguardo oltre il giardino e comprenderne il contesto culturale e paesaggistico. Area ristoro e picnic Punti ristoro diffusi all’interno della manifestazione con proposte calde e fredde, pizza, panini e dolci della tradizione. Sarà inoltre allestita un’area picnic per vivere il giardino con lentezza. Primavera in Giardino non è soltanto una mostra mercato, ma un attraversamento consapevole del paesaggio mediterraneo: un incontro tra saperi antichi e visioni contemporanee, un invito a riconoscere il giardino come patrimonio vivo e bene culturale condiviso. Il programma completo è disponibile sui canali social ufficiali: Facebook e Instagram . Un legame con l’Orto Botanico di Unica/HBK di Cagliari Tra i protagonisti dell’edizione di quest’anno non mancherà l’Università di Cagliari – Orto Botanico “HBK”, presente , come di consueto, con attività e allestimenti dedicati alla conoscenza delle specie vegetali e alla promozione della biodiversità. La partecipazione dell’Orto Botanico arricchisce l’evento con un contributo scientifico, rendendo “Primavera in Giardino” non solo una mostra mercato, ma anche un’esperienza culturale di alto livello per appassionati di botanica e natura. La pompia e il valore botanico del giardino Tra le eccellenze delle collezioni presenti a Villa Pernis Vacca spicca anche la coltivazione della “pompia” (Citrus medica var. tuberosa), frutto simbolo della tradizione agrumicola di Milis e della Sardegna, oggi riconosciuto come presidio Slow Food. La pompia, con il suo valore storico, culturale e gastronomico, rappresenta un ponte tra la ricca storia agricola della villa e l’attuale promozione del patrimonio botanico locale. La fiera “Primavera in Giardino” celebra ogni anno questa eredità, dando vita a un’esperienza che unisce ricerca scientifica, bellezza naturale e partecipazione popolare. Approfondimento Questo articolo è stato realizzato grazie alla disponibilità del Professor Sergio Vacca , che desidero ringraziare per la generosità con cui ha condiviso ricordi, documenti e riflessioni legati alla storia di Villa Pernis e della sua famiglia.